La malattia che fa più paura ai giovani e agli atleti

Nuova tecnica contro la cardiomiopatia ipertrofica

Il 13 ottobre scorso la prestigiosa rivista di cardiologia “The Journal of the American College of Cardiology” ha pubblicato i risultati di una nuova tecnica chirurgica perfezionata al Centro per il trattamento della Cardiomiopatia Ipertrofica del Policlinico di Monza. Una nuova tecnica che consente di migliorare ulteriormente la qualità della vita dei pazienti affetti da questa pericolosa patologia.

Il Dott. Paolo Ferrazzi, Direttore del Centro della Cardiomiopatia Ipertrofica del Policlinico di Monza, ha ideato e messo a punto una nuova tecnica cardiochirurgica che ripara le alterazioni della valvola mitrale ed elimina l’ostacolo all’uscita del sangue dal cuore nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. I risultati di questo studio, tutto italiano, sono stati commentati dall’editore di JACC, Dottor Valentin Fuster, molto favorevolmente.
Con grande enfasi è stata infatti sottolineata l’importanza della pubblicazione per il trattamento dei pazienti più giovani affetti da Cardiomiopatia Ipertrofica
“Questa nuova tecnica - spiega il Dott. Ferrazzi - rappresenta un importante passo avanti nel trattamento chirurgico della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, poiché riduce sostanzialmente il rischio di complicanze legate alla presenza di una protesi meccanica”.

“L’innovativo approccio - aggiunge il Dott. Paolo Spirito, Direttore della Cardiologia dell’Ospedale Galliera di Genova e co-autore della pubblicazione - permette infatti di riparare la valvola con una plastica mitralica, senza sostituirla con una protesi meccanica abolendo quindi il rischio delle potenziali e gravi complicanze legate alla protesi, come episodi tromboembolici (ad esempio l’ictus) e il vantaggio per il paziente di non dover sottoporsi per sempre a terapia anticoagulante. Complicanze, queste, che possono drammaticamente cambiare la qualità di vita dei pazienti operati in giovane età, soprattutto se si parla di donne che vorrebbero intraprendere una gravidanza”.
“È una grande soddisfazione – continua il Dott. Ferrazzi - trasformare un'idea in un reale beneficio per i pazienti. Tutto ciò deriva da anni di studio e di lavoro iniziati a Bergamo e proseguiti a Monza in collaborazione con i colleghi delle più prestigiose Cardiologie italiane che si interessano al trattamento della cardiomiopatia ipertrofica”.

La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia genetica caratterizzata da un marcato aumento dello spessore delle pareti del cuore e, ad oggi, è la causa più frequente di morte improvvisa nei giovani e negli atleti. Nella popolazione generale, 1 soggetto su 500 è affetto da questa malattia. Una porzione dei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica presenta la forma ostruttiva della malattia ovvero quella in cui l’aumentato spessore delle pareti cardiache e le alterazioni della valvola mitrale (la valvola che regola l’ingresso del sangue nella parte sinistra del cuore) ostacolano l’uscita del sangue dal cuore. Molti di questi pazienti, come consigliato dalle Linee Guida Internazionali, diventano candidati ad un intervento cardiochirurgico che elimina l’ostruzione e abolisce, o riduce sostanzialmente, i sintomi.

Il Dott. Paolo Ferrazzi, negli ultimi 10 anni, ha operato il maggior numero di pazienti in Europa affetti da questa patologia (oltre 400 casi), con risultati paragonabili a quelli dei migliori centri cardiochirurgici di riferimento, per questa malattia, presente nel Nord America. Ed è proprio nel Centro per il Trattamento della Cardiomiopatia Ipertrofica del Policlinico di Monza che ogni anno viene operato il maggior numero di pazienti in Europa affetti da questa patologia.
Il Centro per il trattamento della Cardiomiopatia Ipertrofica del Policlinico di Monza è stato strutturato per dare risposta alle esigenze terapeutiche di questa malattia. Si avvale di cardiologi, genetisti, radiologi, anestesisti, rianimatori e cardiochirurghi specialisti in questa malattia, che lavorano in un sistema integrato ad alta tecnologia. Il Centro è inoltre impegnato in programmi di ricerca, validando i risultati su riviste internazionali e anche nella traslazione delle conoscenze e solidarietà internazionale, avvalendosi dell'International Heart School, come testimoniato dai numerosi studenti provenienti da molti paesi in via di sviluppo che ogni hanno ricevono un training sul trattamento della Cardiomiopatia Ipertrofica ed altre malattie cardiovascolari.
Una preziosa esperienza che poi utilizzano nel trattamento dei pazienti affetti da queste malattie nei paesi di origine.

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